Chiamami col tuo nome: 5 motivi per cui ho amato il film di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome: 5 motivi per cui ho amato il film di Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome è sulla bocca di tutti, se ne parla ovunque e sta raccogliendo una quantità di premi inaspettata per un film indipendente. Avendo letto il libro di Aciman anni fa e avendolo amato profondamente mi sono avvicinata al film con un po’ di timore e tanta aspettativa, si sa quando i libri colpiscono profondamente poi è difficile rivederli e amarli sul grande schermo.
Nonostante ciò aspettavo da tanto l’uscita di Call me by your name e quindi non ho indugiato oltre e appena ho potuto l’ho visto (in lingua originale, che ve lo dico a fare. Mi pare scontato per tutti i film, ma per questo in cui ci sono in ballo tre lingue, ancora di più!).

Come è avvenuto per il libro, Chiamami col tuo nome mi ha assorbito in una bolla di due ore, lasciandomi scombussolata dalla bellezza con cui viene narrata la storia di Oliver e Elio. L’ho amato questo film, veramente tanto soprattutto per l’universalità della storia raccontata che va ben al di là di quello che i critici italiani stanno bollando come “amore gay” (che non ho ancora capito cosa sia!), o meglio capisco l’includerlo nella macro categoria dei film LGTB, ma è anche vero che il più delle volte è un etichetta limitante.  Call me by your name parla di amore, comprensione e presa di coscienza in modo fresco e genuino e non vedevo un film così bello da tanto, tanto tempo. Visto che si è scritto tanto su questo film nelle ultime settimane ho pensato di saltare una vera e propria recensione e invece andare al nocciolo della questione.

Ecco perché, ho voluto elencare qui i 5 motivi per cui ho amato Chiamami col tuo nome.

L’amore folgorante di Elio e Oliver

Partendo da Oliver e Elio, il desiderio che scoppia tra i due è istintivo, folgorante e urgente. Sono due anime che si incontrano e che si ameranno per sempre.
Guadagnino rende alla perfezione tutte le fasi della conoscenza e innamoramento tra i due, l’attesa che il frutto sbocci completamente, come la frutta sull’albero del giardino della casa di Elio. In questo film manca totalmente la presenza del villan, dell’antagonista che si frappone tra i due innamorati; la pacatezza, l’eleganza e la lentezza calda, aleggiano in tutto il film e fanno da bozzolo allo spettatore e ai due protagonisti. E così passano 2 ore senza capire come sia accaduto!!

We had found the stars, you and I. And this chance comes only once.

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I profumi, i rumori e le sensazioni

Chiamami col tuo nome è un film sensoriale e sensuale. Rare volte mi è capitato di immergermi talmente in profondità in un film, da perdere addirittura la percezione del tempo che passava. Gli anni ’80 così ben riportai in scena: l’esplosione dell’estate, il caldo di agosto, il rumore della campagna, i frutti dolci e maturi, le piazzette dei paesi vuoti per il caldo, i bar dove si gioca a carte e si mangiano gli algida. Call me by your name è l’estate che tutti abbiamo vissuto e questo paesaggio così vivo, travolge lo spettatore facendo da cornice alla presa di coscienza di Elio e al suo amore così sincero, struggente. Iconica tutta la sequenza in cui Elio guarda l’orologio per constatare ossessivamente  quanto manca al fatidico appuntamento serale con Oliver. Da farfalle nello stomaco, anche per chi guarda!

La famiglia di Elio

Probabilmente, sono proprio i genitori di Elio ad avermi lasciato scombussolata più di tutto e avermi profondamente commosso. I genitori di Elio comprendono i turbamenti amorosi del figlio prima di lui; la scena in cui la madre di Elio legge la favola della principessa mi ha letteralmente steso e chi ha visto il film sa di cosa parlo.
Per non parlare del discorso che il padre di Elio fa sul dolore e sull’accettazione di se stessi. E’ un discorso potente e estremamente commovente che fa riflettere su l’essenza vera del ruolo genitoriale e su mille altre cose; su come il dolore e la sofferenza facciano parte della vita e vadano metabolizzati, ma non respinti. Il padre di Elio invidia questa estate d’amore del figlio, perché è unica, rara e preziosa. Forse un occasione sola nella vita, irripetibile.

Il cast: Timothée Chalamet e Armie Hammer

Call me by your name è un film che funziona per tanti motivi, quello a mio avviso lampante è la scelta di questo cast.

Timothée Chalamet e Armie Hammer sono Elio e Oliver perfetti, usciti dalla carta del libro di Aciman e catapultati sul grande schermo. La complicità naturale tra i due attori ha reso – da quanto dicono nelle innumerevoli interviste che stanno facendo in giro per il mondo – la lavorazione del film semplice e naturale. Aiutati probabilmente anche dalla scelta, non scontata, di girare in sequenza cronologica, i due attori hanno potuto immergersi nei ruoli che hanno interpretato senza uscirne fino alla fine delle riprese e questo si vede nel film. Nulla è patinato o costruito, le scene tra i due sono spontanee e sincere, la sensualità del film emerge proprio da questa scelta di seguire dei tempi lenti e naturali, i tempi dell’estate.
Si assiste come spettatore a questa danza elegante, impacciata e dolce, che lascia ammaliati letteralmente.

call me by your name and i’ll call you by mine

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La musica di Sufjan Stevens

Ovviamente come non citare la musica, un protagonista importante in Chiamami col tuo nome. Sufjan Stevens ha scritto appositamente per il film due canzoni, una più bella dell’altra. Mistery of love nominata agli oscar 2018 e Visions of Gideon che è la canzoni di chiusura.

 

Quindi, io incrocio le dita e spero che dopo tutti gli awards vinti fino ad ora, arrivi anche il fatidico oscar 2018 e se capiti ui per caso e ancora non hai visto questo gioiello, beh è ora di recuperare.