Buoni propositi 2018: blog, libri e crescita personale

Buoni propositi 2018: blog, libri e crescita personale

E’ arrivato quel momento dell’anno, in cui si chiude il cerchio e si fa il punto della situazione. Ci si guarda indietro per vedere cosa è stato fatto di buono e cosa si potrebbe migliorare nel nuovo anno. Sto parlando, ovviamente dei buoni propositi 2018. Il 2017 mi ha portato delusioni e novità interessanti; ho cambiato lavoro indirizzandomi verso un impiego che mi è più congeniale e che mi piace di più del precedente; ci sono, come tutte le cose, fattori positivi e fattori negativi, uno su tutti la lontananza  tra l’ufficio e casa (ci metto 1 ora e mezza ad andare e se mi va male anche 2 ore a tornare :/) o meglio diciamo il dramma degli autobus senza corsia preferenziale e le lunghissime attese alla fermata, ma chi abita a Roma è destinato a passare ore e ore sull’autobus. Che ci dobbiamo fare? A parte cercare di trasferirsi altrove e non in una grande metropoli ( e ci sto pensando seriamente!), non vedo soluzioni per evitare di morire nel traffico metropolitano. Nonostante il crescente impegno lavorativo, sono orgogliosa di essere riuscita a portare avanti sia questo blog che sempre più mi riempe di soddisfazioni e mi rappresenta […]

Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf, un manifesto dell’essere donna!

Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf, un manifesto dell’essere donna!

 Ieri mi sono trovata a rispondere alla domanda di un post sul blog di Blogs Anatomy, la directory che racchiude tutti i blog più meritevoli nel panorama italiano. In occasione della festa della donna, è stato chiesto questo: Domani festeggeremo la festa delle donne e una riflessione è d’obbligo: secondo voi come mai nel mondo del blogging la maggioranza femminile è così predominante? e mi è venuto subito in mente, un libro di cui da qualche tempo volevo parlare qui su Limoni Gialli: Una stanza tutta per sé di Virginia Wolf.

#TheDollEvolves: Il 2016 sarà l’anno dell’evoluzione della Barbie

#TheDollEvolves: Il 2016 sarà l’anno dell’evoluzione della Barbie

  Se penso a un giocattolo che ha unito generazioni di ragazze, la prima cosa che viene in mente è la Barbie. Non c’era un Natale in cui nella letterina per Babbo Natale non fosse presente una Barbie (la Barbie fior di pesco è stata l’oggetto del desiderio per due interi anni!) o un oggetto a essa collegata: la casa di campagna, il parrucchiere, la macchina. La Barbie è sempre stata il prototipo di donna che inconsciamente, noi bambine, abbiamo trovato attraente e in una certa misura, da emulare: Bella, atletica, con due metri (in scala) di gambe, appagata nel lavoro e nella famiglia. Per queste caratteristiche di bellezza estrema è stata anche ciclicamente criticata come un gioco poco pedagogico, non in grado cioè di mostrare il vero corpo della donna, che sappiamo bene essere costantemente sotto la lente d’ingrandimento.