Parlare a Raffica di Lauren Graham

Parlare a Raffica di Lauren Graham

Gilmore Girls, in Italia con il titolo Una mamma per amica, è una di quelle serie TV che è conosciuta da una larga fetta di persone. Per lo stesso identico motivo, anche le due attrici protagoniste, Lauren Graham e Alexis Bledel,  sono due volti abbastanza noti per il pubblico seriale affezionato alla serie TV.
Non mi sono quindi meravigliata quando ho scoperto che Sperling & Kupfer avrebbe pubblicato il memoir di Lauren Graham,  la “nostra” Lorelai Gilmore appunto, il 29 Novembre. Praticamente in concomitanza con l’uscita del revival su Netflix.

Talking as fast as I can. in Italia uscito con il titolo Parlare a Raffica, è un vero e proprio memoir che racconta in ordine cronologico la storia dell’attrice diventata famoso con il ruolo della giovane mamma Lorelai.

“Alcune delle esperienze più emozionanti della mia vita mi sono capitate prima dei sei anni. Tanto per cominciare, sono nata a Honolulu, nelle Hawai, e questo è già di per se uno sballo, ma dopo appena tre settimane, senza nemmeno darmi il tempo di cominciare ad abbronzarmi, i miei genitori mi hanno portata in Giappone”

Si parte dall’infanzia in Giappone, al rapporto con il padre e alla lunga gavetta a Hollywood fino ad arrivare al primo ingaggio e a Gilmore Girls. Il titolo “Parlare a Raffica” è proprio riferito al personaggio interpretato dalla Lauren Graham che macina una quantità esagerata di parole al minuto, non a caso se siete fan della serie, sapete che ormai sono iconici i dialoghi serratissimi tra Lorelai e Rory.

Peter Krause e Peter Krause

Peter Krause e Lauren Graham

Nel suo memoir, scritto con uno stile frizzante molto simile a quello del suo alter-ego seriale, la Graham parla anche di alcuni aspetti più privati, come la lunga storia con il collega Peter Krause conosciuto agli inizi della carriera di attrice, ma rincontrato sul set di Parenthood, altra serie che ha impegnato Lauren Graham per cinque stagioni.
In Parlare a Raffica si parla anche del revival – che io, più passa il tempo, più trovo un’operazione mal riuscita – l’attrice accenna alla possibilità che non sia un caso isolato e che le Gilmore potrebbero, un giorno, tornare ancora, ma riflette anche sulla grande opportunità di tornare dopo anni a rivestire i panni di quel personaggio che agli inizi del 2000 le diete la notorietà tanto cercata.

“Avevamo aspettato tanto a lungo l’opportunità di dare una conclusione a ‘Una mamma per amica’, e adesso, finalmente, è accaduto. Perché la serie è finita, giusto? Si, proprio così. È finita. Non avete anche voi l’impressione che quel finale prometta un seguito? Mmm”.

C’è un capitolo dedicato alle donne non più giovanissime a hollywood, una riflessione interessante che coinvolge anche Carrie Fisher ( 🙁 scomparsa proprio ieri) in cui si fa riferimento al body shame, soprattutto quando riguarda le donne. Tutto brillante e arguto se non fosse che l’attrice dichiara di essere contraria ai ritocchini.

Mi sono cadute un po’ le braccia, per il semplice fatto che appena uscite le foto promozionali e viste le prime ospitate dell’attrice per il tour promozionale del revival, chiunque credo abbia pensato: “ma quanto si è ritoccata la Graham”…

“Non c’è niente di male a cercare di un modo per rendersi più gradevoli, solo preferirei che si limitasse a cose semplici e alla portata di tutti, come bere più acqua, fare jogging o trovare una sfumatura di rossetto che si adatti meglio alla tua carnagione”

Talking as fast as I can è un memoir di piacevole lettura, niente di particolarmente ricercato, anzi per certi versi puzza anche un po’ di trovata pubblicitaria voluto per racimolare qualche altro soldo sull’onda del revival della serie TV, un po’ per voglia dell’attrice di parlare di se stessa, al di là di questo però se avete amato la serie originale (per il revival il discorso è a parte!) e magari avete visto anche Parenthood, allora questo è un piacevole memoir da leggere.