La via del Male di Robert Galbraith aka J.K Rowling

La via del Male di Robert Galbraith aka  J.K Rowling

Si può trovare bellezza quasi ovunque, se solo ci si prende il tempo di guardare, ma la battaglia per attraversare i giorni rende facile dimenticare che quel lusso del tutto gratuito esiste.

 

Per avere  notizie su questo libro ho letteralmente importunato sui social la Sellerio. Era il periodo pre-natalizio, praticamente quasi un anno fa e io mi aspettavo l’uscita del terzo volume di Robert Galbraith e invece nulla.

La via del Male è arrivato nelle librerie italiane solo a Giugno e io terminati i libri che avevo in programma di leggere, ho deciso di togliermi ogni curiosità e tuffarmi nella lettura delle nuove avventure di Cormoran e Robin.
Quello che mi è stato subito chiaro, rispetto al terzo volume di questa serie, è che la Rowling ha voluto prendersi del tempo, una pausa dalla trama prettamente gialla e decidendo di indagare sulle storie personali dei protagonisti.
Robin, infatti, in tutto il corso del volume vive la sua crisi annunciata con il suo fidanzato, parallelamente Strike, che ritroviamo legato a un’avvenente presentatrice, sembra improvvisamente prendere coscienza del suo interesse per Robin.
Quei paletti che si era imposto di non valicare iniziano a venire meno, proprio quando Robin mette in crisi la sua lunga relazione. Ebbene sì, le shipper della coppia hanno gongolato per tutta la durata del libro e da come si sono messe le cose in chiusura, ne vedremo sicuramente delle belle.

Cormoran e Robin
Da cornice a queste vicende più personali, si dipana il giallo vero e proprio: un serial Killer semina il terrore a Londra, prendendo di mira giovani donne. Le uccide, le smembra e invia i pezzi a Robin; i passaggi che riguardano questa parte di trama sono abbastanza cruenti e descrittivi.

Robin e Cormoran sono direttamente implicati con le vicende per ragioni diverse; mentre Robin viene presa di mira dal serial Killer, Cormoran individua tre possibili responsabili delle uccisioni e tutti lo riguardano molto da vicino.

Strike sapeva quanto fosse radicata la convinzione che i malvagi nascondano le proprie pericolose inclinazioni alla violenza e al predominio. Quando le esibiscono come braccialetti perché tutti le vedano, il popolino credulone ride, pensa che si tratti di una posa, o ne subisce il bizzarro fascino.

Sebbene questo terzo volume ha il pregio di aver voluto indagare più in profondità sulle vite dei protagonisti avendo dato così una grande accelerata alla trama orizzontale e molte informazioni in più so Robin e Cormoran, dall’altro la trama più prettamente gialla ne ha risentito un po’ del ritmo tipico di questo genere.

Possedeva un senso molto acuto della bizzarria e della malvagità. Durante l’infanzia, aveva visto cose che altre persone preferivano immaginare che accadessero soltanto nei film.

La Rowling è prolissa lo sappiamo, ma l’essere prolisso non è un problema se hai strutturato in modo sensato la trama, lo è se come in questo caso, la trama già poco convincente si annacqua in pagine e pagine di stallo narrativo.

Intendiamoci che Galbraith/Rowling scriva bene non devo certo venire a dirvelo io, ma qui anche un centinaio di pagine in meno avrebbero solo giovato alla narrazione generale.

D’altro canto la serie di Cormoran e Robin per me è una garanzia, è ormai quella coperta di linus in cui mi tuffo per essere intrattenuta, non certo altro da questi libri e anche questa volta non posso non ritenermi fortunata, soprattutto per i risvolti che avranno le vicende di questo terzo volume sulla storia complessiva dei nostri amati protagonisti.
E adesso mettiamoci in attesa per il quarto volume e ovviamente per la serie tv tratta dal Nido del cuculo, che resta, diciamolo, il più bello fino ad ora.