#TheDollEvolves: Il 2016 sarà l’anno dell’evoluzione della Barbie

#TheDollEvolves: Il 2016 sarà l’anno dell’evoluzione della Barbie

 

Se penso a un giocattolo che ha unito generazioni di ragazze, la prima cosa che viene in mente è la Barbie. Non c’era un Natale in cui nella letterina per Babbo Natale non fosse presente una Barbie (la Barbie fior di pesco è stata l’oggetto del desiderio per due interi anni!) o un oggetto a essa collegata: la casa di campagna, il parrucchiere, la macchina.

La Barbie è sempre stata il prototipo di donna che inconsciamente, noi bambine, abbiamo trovato attraente e in una certa misura, da emulare: Bella, atletica, con due metri (in scala) di gambe, appagata nel lavoro e nella famiglia. Per queste caratteristiche di bellezza estrema è stata anche ciclicamente criticata come un gioco poco pedagogico, non in grado cioè di mostrare il vero corpo della donna, che sappiamo bene essere costantemente sotto la lente d’ingrandimento.


Il corpo della Barbie è stato per tanto tempo un ideale perfetto ma finto: quante donne conoscete con quelle proporzioni? E vogliamo parlare dei capelli? E la carnagione diafana che non rappresenta realisticamente le innumerevoli etnie e carnagioni?

Le donne hanno fatto passi da gigante per la conquista della propria individualità, per l’autodeterminazione del proprio corpo e per controvertire l’ideale di magrezza alla quale i media e la moda ci hanno imposto e ci impongono.

Per fortuna i tempi cambiano, la società si evolve e lo fa anche la Mattel. Ecco allora la bella novità dell’anno: le Barbie Fashionistas 2016

La Mattel, per tutto il 2016, lancerà questa nuova linea di Barbie con 4 tipi di silhouette diversa, lontane dalla stereotipata originale. Le nuove Barbie inoltre rappresenteranno a pieno anche diverse combinazioni di capelli (finalmente i capelli mossi non saranno capelli di serie b tra le bambine in età scolare!) e colore di occhi e carnagione, ben sette toni diversi.


La linea, lanciata con la campagna #theDollevolves –  le bambole si evolvono, ed era ora, aggiungo io.

In un mondo multiculturale è indispensabile insegnare alla diversità dei corpi e alla bambine soprattutto è necessario far comprendere che essere diversi dagli altri è qualcosa di bello e la felicità non arriva inseguendo un modello di corpo perfetto. Una bambola che rappresenterà più le bambine e meno l’ideale irraggiungibile e insano della donna con il vitino da vespa e i capelli lisci.

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