UnREAL: guilty pleasure dell’estate

UnREAL: guilty pleasure dell’estate

Vi sarà capitato mentre fate zapping di vedere almeno una volta uno stralcio di reality Show e rimanere inesorabilmente incantati e catturati anche se sapete che tutto è premeditato e che nulla è spontaneo. Non c’è niente da fare, fa parte dell’essere umano; il guardare dal buco della serratura ci piace è nei nostri geni, anche se non ci piace ammetterlo.


UnREAL, la serie proposta quest’estate dal canale statunitense Lifetime, gioca proprio su quest’aspetto youveristico, esaltandolo e criticandolo allo stesso tempo. Inaspettatamente, ho iniziato a vedere questa serie e ne sono diventata subito addicted; dico inaspettatamente perché UnREAL non è esattamente il mio genere, di solito prediligo il genere drama e serie di nicchia (qui, vi ho parlato di Rectify, ad esempio) ma in estate è piacevole guardare qualcosa di leggero. UnReal è una serie in un reality show, più meta televisione di così si muore. La narrazione ruota intorno alla produzione di Everlasting, ci viene quindi permesso di guardare dietro le quinte di un reality in tutto e per tutto identico a The Bachelor, non a caso la creatrice dello show è un’ex sceneggiatrice del reality in questione.

UNREAL
L’immagine che esce della produzione e del mondo a noi invisibile è impietosa e per nulla edulcorato: casting fatti con l’intento di selezionare persone non equilibrate, con disturbi alimentari o della personalità; tagli editoriali che marchiano le persone come personaggi “la cattiva”, “la facile” , trucchetti per minare la sicurezza e per confondere i sentimenti delle partecipanti. Ovviamente UnREAL gioca sull’esagerazione e sul grottesco ma il messaggio è forte e chiaro, il risultato è una serie sì leggera e che intrattiene ma anche intelligente e fortemente critica di un modo di fare tv che svende per una manciata di ascolti casi umani e persone.
La serie che non ha raccolto buoni ascolti  (certo, il periodo in cui va in onda non è dei migliori!) ma  è stata accolta con entusiasmo dalla critica e dalla stampa specializzata un po’ meno bene invece dalla crew di The Bachelor che non ha accolto benissimo le forti accuse lanciate alla produzione del programma.

UnREAL
Oltre all’idea originale UnREAL ha il suo punto di forza nel cast: Shiri Appleby, che sicuramente ricorderete in Roswell, serie iconica dell’inizio del 2000 è in grande spolvero in questo ruolo della produttrice problematica, Rachel. L’altra protagonista è il produttore esecutivo Quinn, interpretato da Constance Zimmer anche lei eccellente in questo ruolo.
Se siete orfani delle vostre serie tv invernali in pausa e vi va di vedere una serie leggera e senza pretese ma non sciocca, UnREAL fa al caso vostro e si presta benissimo al Binge-watching, cioè a una bella maratona di episodi, io ho visto i 9 episodi (sono in attesa del finale di stagione) in 3 giorni.
Buona visione!

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