Una serie tv su Dracula ? Ma anche no!

Una serie tv su Dracula ? Ma anche no!

 

Attendevo con molta curiosità questa serie TV, i vampiri sono ormai sia nella narrativa contemporanea per ragazzi, sia al cinema sia nei Tv Show, inflazionati e svuotati dalla loro vera natura malvagia, sempre più simili agli adolescenti, tormentati da amori difficili e depressi dal loro essere immortali e soli. Una serie che invece si prefigge di ispirarsi a Dracula di Stoker, classico caposaldo tra i romanzi gotici di fine ottocento, crea un’aspettativa molto diversa. Purtroppo però quelle atmosfere cupe, oscure in questa trasposizione televisiva non compaiono ma, anzi, i primi venti minuti sono talmente caotici e mal raccontati, da mettere a dura prova lo spettatore più paziente.

Dracula, un po’ come Amanda Clarke in Revenge, è deciso a vendicare la morte della moglie, il suo obiettivo è distruggere l’ordine del Drago esistito anche nella realtà. In questa versione televisiva l’ordine è descritto come una setta di privilegiati che controllano soprattutto economicamente il destino del mondo, diventando ricchi a spese degli altri. Grazie a Van Helsing, alleato inaspettato, Dracula si finge un industriale americano Alexander Greyson(?) che promette e dimostra l’alternativa dell’energia gratuita prodotta dalla magnetosfera con il chiaro intento di gettare sul lastrico l’Ordine, che vive con i soldi dell’emergente settore petrolifero. In sostanza, il famigerato Dracula della NBC è un paladino dell’ecologia che lotta contro la casta che detiene il potere. Questo per me è stato molto estraniante, se non assurdo!

Dracula

Soprattutto la storyline della moglie Mina, reincarnata in qualche modo nell’ingenua ragazza inglese, mi ha deluso molto. Sia per il modo in cui è stata descritta Mina, un personaggio per nulla carismatico, sia perché sono perplessa sull’uso della mitologia della doppelganger, ma curiosa almeno su quest’ aspetto di capire esattamente di più da questa connessione. La connessione naturale tra Dracula e Mina, potrebbe spostare inoltre il fuoco d’attenzione sul dramma romantico mentre, nonostante quest’ aspetto potrebbe essere anche interessante e richiamare ancora una volta il film di Francis Ford Coppola, a mio avviso una serie che si prefigge di narrare le gesta di Dracula, vampiro per antonomasia dovrebbe evitare di scadere in facili stereotipi. Sullo sviluppo di questa relazione però bisogna attendere qualche episodio e vedere le scelte degli sceneggiatori, per capire anche la direzione generale della serie. Tutto ciò è raccontato, almeno nella prima parte dell’episodio, in modo molto disordinato e con un’assenza di ritmo tale da rendere il tutto molto soporifero e poco interessante. A questa storia poco incisiva e convincente si aggiunge, inoltre, una realizzazione tecnica del pilot, mediocre. La cosa che è stata subito evidente, dopo i primi minuti è la fotografia finta vintage, con l’intento di farci calare nel periodo storico ma con il risultato di essere fin troppo didascalica. L’effetto delle lampadine, ad esempio nella visione d’insieme è fastidioso. Tutto l’episodio è confezionato per essere sopra le righe, è trash ma non nel senso buono del termine, se esiste questa eccezione! Anche gli antagonisti di Dracula, i membri dell’ordine sono tratteggiati per il momento in modo molto bidimensionale senza sfumature di sorta.

Dracula

L’unico, a mio avviso, faro nel buio è Jonathan Rhys Meyers! Lo sappiamo tutti che ha carisma da vendere e lo sanno bene quelli della NBC che lo hanno scritturato per il ruolo, pagandogli presumibilmente uno stipendio stellare, terminando così il budget per pagare il resto della crew: sceneggiatori, registi etc. Meyers incarna bene il ruolo di Dracula, sembra nato per interpretarlo perché ha il giusto fascino e la faccia un po’ antipatica ed è anche un buon attore. Nonostante il mio giudizio su questo pilot non sia positivo anche a causa delle mie aspettative molto alte, non mi sento di bocciare questa serie totalmente ma voglio concedere il giusto rodaggio alla storia, ai personaggi e alle dinamiche; i pilot, infatti, proprio per il loro compito introduttivo risultano a volte privi di anima e legnosi nella struttura.